Disco Talks, Magazine
Jimmy Stuard, uno dei DJ che ispirò Bob & Tom

di Max De Giovanni

James “Jim “ Stuard, DJ eclettico, uno dei padri della scena disco americana, considerato un “maestro” per tanti, pare anche dal duo americano della Baia degli Angeli, che frequentavano spesso il 12 West, la residenza New Yorkese di Jim, come testimoniato da alcuni amici comuni.

Jim nacque il 15 novembre a Tulsa (Oklahoma) sotto il segno dello scorpione: figlio unico di due medici molto coinvolti nella vita della comunità locale con impegno nel volontariato.

Nel 1964 Jim si spostò a Boston e frequentò il MIT: rimase in città fino al 1976, anno del suo trasferimento nella Grande Mela.

staff MIT 1964

Jim amava la musica, il filo conduttore della sua vita: trascorreva i week end all’ Everett Disco, uno dei negozi di dischi più importanti, dove ascoltava e comprava materiale, assieme agli amici e colleghi, Jim Evangelista e Conrado Cardenas. 

Jimmy Stuard presso Everett Music records shop

Nel 1972 il 1270 club rivoluzionò il locale, via il jukebox, ingaggiando un DJ, Conrado Cardenas e, successivamente,  Jimmy Stuard per mettere musica sul primo piano, sostituendo di fatto il jukebox. 

Conrado Cardenas

“Jimmy riuscì ad ottenere l’ingaggio grazie al suo migliore amico, che convinse il manager del locale- mi dice Conrado Cardenas, amico di vecchia data- Jim usò i miei giradischi Thorens e i miei dischi, lp e 45 giri comprati principalmente nei week end New Yorkesi, partendo in autostop da Boston”.

Jimmy Stuard a Beacon St.

 

 

 

 

Fu l’inizio di una carriera che  porterà Jim a sviluppare il proprio gusto musicale e un modo personale di proporre musica.

James Evangelista, Conrado Cardenas, Danae Iacovidis e Jimmy Stuard

Jimmy Stuard, James Evangelista, Conrado Cardenas, Danae Iacovidis, quattro amici, diventarono i primi djs del locale che diventerà molto importante nella scena disco di Boston: il 1270.

Jimmy Stuard a Boston

“ La scena di Boston divenne molto popolare e referenziata – mi dice Conrado – eravamo ingaggiati dai migliori locali della città e dai club di Provincetown:  Jim riuscì a farsi ingaggiare al 12 West, dopo alcune serate di prova, e si trasferì nella grande mela”.

logo 12 West

“La scena di Boston era molto diversa da quella new yorkese- mi spiega Conrado- i locali rimanevano aperti solo fino alle 2 di notte, ma si servivano alcolici: la nostra idea era quella di far divertire i nostri amici tenendo sia  la pista che i bar  sempre pieni,. A New York invece i locali aprivano a mezzanotte e chiudevano alle 7 di mattina e non servivano alcolici. La gente andava per ballare, sballarsi,  stare bene e conoscere gente”.

original tape 1977

Nel 1976 arrivò a Boston Barry Lederer, uno dei due titolari del Grabear Sound, l’azienda più famosa ai tempi, per quanto riguardava il montaggio di impianti musicali: Barry rimase colpito dal carisma di Stuard e, tornato a NYC, lo consigliò ad  Alan Harris, uno dei patron del leggendario 12 West.

Daily News

“Al 12 West abbiamo preso solo bravi professionisti: con  Jim Stuard  c’era feeling musicale. Ho ritrovato 4 bobine che ho girato ad un appassionato cultore, il quale le ha ripulite dalla polvere degli anni, dalla muffa e le ha digitalizzate per la memoria collettiva”.

Jim si trovò così catapultato in uno dei santuari della nightlife, dove suonava, da solo, per tutta la serata. Affittò casa  al 201 E 25 th St, dove rimase fino al tragico 25 maggio 1977, quando morì a causa delle esalazioni dell’incendio all’Everard Bath, dove si trovava. 

Venne riconosciuto da Anthony Martino, l ‘altro socio del 12 West e  pochi giorni dopo fu riportato a Tulsa, dove riposa tuttora al Rose Hill Memorial Park, assieme ai genitori.

Jim fu sostituito da un suo caro amico dei tempi di Boston, James Evangelista, che lasciò la consolle di P Town per il magico 12 West.

Jim non ebbe tempo per diventare anche un accreditato produttore: l’unico suo lavoro fu la trasformazione in chiave disco di “Sesso Matto“ , colonna sonora di Armando Travaioli, pubblicata  su West End, l’etichetta di Mel Cheren.

A novembre lo stesso Cheren organizzò un evento tributo alla carriera di Tom Moulton: partecipare fu molto costoso, 100 dollari,  in parte destinati ad una borsa di studio alla memoria di Jim Stuard.

Grace Jones, Portfolio front cover

Il 30 aprile del 1977 Grace Jones era andata al 12 West e cantò alcune delle sue hit inserite nell’album che sarebbe uscito a breve, come testimoniato dalla bobina originale che Alan Harris ha salvato nel proprio archivio personale ( “I need a man”):  nel retro dell’album fece scrivere una dedica per l’amico e sfortunato dj: “ Dedicated in living memory to Jimmy Stuard”.

Grace Jones, Portfolio back cover

Conclude Conrado: “ Ci siamo veramente divertiti negli anni di Boston, eravamo amici veri, trascorrevamo il tempo ad ascoltare musica, a viaggiare, lunghi week end a New York: non pensavamo certo che saremmo invecchiati. Sono attualmente il più vecchio dj cubano della scena di Boston”.

Jimmy Stuard e Tom Savarese

 

 

 

 

 

 

Special Thanks: 

– Conrado Cardenas per la testimonianza e le foto di Jim Stuard

– Anthony Malone per la straordinaria ricerca su Everard Bath e quindi anche  Jim Stuard

– Leslie Madlyn per le ricerche in Oklahoma

– Alan Harris, 12 West owner per la testimonianza e per avere concesso le varie bobine originali da digitalizzare e tramandare a futura memoria

– Jim from San Francisco Disco Society per l’impagabile lavoro di restauro e digitalizzazione delle bobine