Disco Diva Review, Magazine
Philadelphia Classics

La leggendaria etichetta discografica Philadelphia International Records pubblica nel 1977 lo storico album, doppio LP, intitolato Philadelphia Classics contenente i grandi successi dei più noti artisti della “Città dell’amore fraterno”. 

Considerato il titolo di questo album possiamo dire che è un “classico dei classici”. Otto canzoni, tra le più belle degli artisti di Philadelphia, qui trovano una nuova “clubhouse” e sono vestite in “abito lungo”. Tutti i brani dell’album sono hit dell’etichetta Philadelphia Internationl pubblicate nella prima metà degli anni ’70 che vengono riproposte in una inedita versione allungata e con un remix curato dal grande Tom Moulton.

Si inizia con il brano-inno del movimento musicale The Sound Of Philadelphia, è lo strumentale Love is the Message (1974) eseguita dall’orchestra MFSB (Mother Father Sister Brother). Undici minuti di pura magia, specialmente nel break e nei backing vocals delle Three Degrees.

Segue altro brano simbolo, uno strumentale  intitolato proprio TSOP (1974) sempre eseguito da MFSB e con backing vocals delle Three Degrees. Con questo brano il “Philly Sound” di Kenneth Gamble e Leon Huff conquista le discoteche di tutto il mondo ed entra di diritto ai primi posti delle charts internazionali. Lo stesso brano, versione cantata dalle Three Degrees, venne scelto come sigla dello show televisivo Soul Train.

Dirty Ol’ Man (1973) è uno dei più grandi successi delle Three Degrees, uno dei pochi “shake” del trio femminile, molto apprezzato sul dancefloor.

Poi arrivano gli O’Jays con I Love Music (1975) che dura oltre nove minuti. Impossibile resistere, un fiume in piena dal ritmo travolgente.

Altri undici minuti incredibili sono di Harold Melvin & the Blue Notes con Don’t Leave Me this Way (1975). Tenendo presente che il brano originale contenuto nell’album Wake Up Everybody durava “solo” sei minuti, immaginatevi cosa succede qui, con cinque minuti in più “lavorati” in versione “A Tom Moulton Mix”.

 

Ritornano gli O’Jays con una delle canzoni più belle dell’intero, vastissimo, repertorio “Philadelphia”. E’ Love Train (1973) che in questa versione ha anche una parte “a cappella” utilizzata dai DJ per effettuare missaggi strabilianti.

I’ll Always Love My Mama (1973) degli Intruders nella versione “Philadelphia Classics” è quasi irriconoscibile. Una lunghissima intro strumentale, quattro minuti di durata, riesce a creare, intorno a questa canzone, un’atmosfera dolcissima e vibrante.

L’ultimo brano dell’album è affidato di nuovo ad Harold Melvin & the Blue Notes. Bad Luck (1975) è uno dei maggiori successi del gruppo che, ricordiamo, si avvaleva come cantante di Teddy Pendergrass.

Tutte le canzoni di Philadelphia Classics sono state pubblicate anche in versione disco-mix 12inch con una diversa copertina dedicata alla città di Philadelphia raffigurante lo skyline della city in colore argento e nero.

Philadelphia Classics oltre ad essere un album immancabile in ogni collezione che si rispetti, è anche un sicuro “riempipista”.

Philadelphia Classics ha una sola “nota stonata”… manca un brano dei favolosi Trammps.