Disco Diva Review, Magazine
Quincy Jones, The Dude

di Cristina Tassinari

Un “Grand Opening” sul serio quello di venerdi 13 luglio 2018 per la 45^ edizione di Umbria Jazz. Il festival ha voluto celebrare l’85° anniversario di Quincy Jones, una vera e propria leggenda vivente. 

E’ riconosciuto come il Re Mida della musica, tutto quello che ha toccato si è trasformato in oro, anzi, ancora di più, in platino. Il solo album Thriller di Michael Jackson, prodotto da Quincy Jones, si è aggiudicato ben 26 dischi di platino negli Stati Uniti, dove un disco di platino equivale ad un milione di copie vendute.

Il primo disco di Quincy Jones, This is how I feel about jazz, è del 1956; l’ultimo Soul Bossa Nostra risale al 2010.

In mezzo ai due c’è tutto un universo musicale che spazia da Fly me to the moon di Frank Sinatra, arrangiata da Quincy Jones, fino a We are the world, un inno contro le discriminazioni e la recentissima scoperta del giovane talento Jacob Collier.

Le attività di Quincy Jones non si limitano alla musica a 360° (ha iniziato come trombettista per Lionel Hampton, poi musicista, compositore, arrangiatore e produttore discografico con la sua etichetta Qwest);

è stato anche imprenditore nell’editoria con la televisione BET (Black Entertainment Television) e il magazine Vibe e ultimamente con progetti di editoria digitale on demand (Qwest TV).

I riconoscimenti ricevuti da Quincy Jones non si contano; uno su tutti il Grammy’s Living Legend Award nel 1990.

Sul palco di Umbria Jazz Quincy Jones si presenta con alcuni dei grandi artisti con cui ha lavorato in precedenza come le cantanti soul-jazz Dee Dee Bridgewater e Patti Austin, il gruppo vocale Take 6, il batterista Harvey Mason e il bassista Nathan East, entrambi già componenti del gruppo Fourplay.

Ci sono anche Ivan Lins, Alfredo Rodriguez, Pedrito Martinez e il nostro Paolo Fresu. La Umbria Jazz Orchestra è diretta da John Clayton e dallo stesso Quincy. Collabora l’Orchestra da Camera di Perugia, la regia è di Nanni Zedda, presenta Nick the Nightfly,

voce storica di Monte Carlo Nights che, insieme a Nick Harper, amico di vecchia data di Quincy, ha colloquiato con Jones negli intervalli musicali in un esclusivo salotto allestito sul palco.

Oltre tre ore di concerto, tantissima musica, tanti generi, vecchia scuola e suoni contemporanei. All’inizio le immancabili Soul Bossa Nova e la sigla del telefilm Ironside (Quincy Jones ha realizzato tante colonne sonore sia per film che telefilm). Come ci ha abituati Jones, ampio spazio agli artisti ospiti, sempre valorizzati al massimo come ad esempio i Take 6, eccellente gruppo vocale. Tanto spazio anche al bravissimo musicista brasilero Ivan Lins e ai due giovani cubani Alfredo Rodriguez e Pedrito Martinez.

Ospiti eccezionali di Quincy sono state Noa che ha interpretato una grande versione di La vita è bella, Dee Dee Bridgewater con la fantastica Misty e Patti Austin, una delle predilette di Q, che ha interpretato Razzamatazz, brano contenuto nel famoso album di Jones intitolato The Dude.

Paolo Fresu ha incantato con In my ship e poi non potevano mancare le canzoni di Jacko Michael Jackson: pubblico in visibilio per Wanna be startin’ something, brano contenuto in Thriller.

Assolutamente da menzionare anche The separation, dalla colonna sonora, firmata Quincy Jones, del film Il colore viola di Steven Spielberg. Eseguite anche Off Broadway di George Benson, altra produzione di Q per il grande chitarrista (l’album è Give me the night) What’s going on di Marvin Gaye e Lovely day di Bill Withers.

Per la prima volta nella storia del festival, il patron Carlo Pagnotta con a fianco, a sorpresa, Tony Renis consegnano a Quincy Jones il primo Umbria Jazz Award, the legend of the legend!