Serg-One

Serg-one Dj dall’esperienza e cultura musicale non indifferente, avendo vissuto l’evoluzione della musica dagli anni 70 ad oggi. Si diverte a suonare tutti i generi musicali, ultimamente il funky in particolare… Avevo 17 anni quando iniziai ad andare all’Altro Mondo Studios di Rimini, lo storico locale della riviera dove si esibivano solo gruppi dal vivo. Non era ancora una discoteca e il DJ (se così si poteva chiamare) metteva i 45 giri durante la pausa del live. Suonavano quasi esclusivamente musica pop e rock, brani come Born to be wild degli Steppenwolf, Proud Mary e Suzi Q dei Creedence Clearwater Revival e Venus degli Shocking Blue. Allora il DJ, chiamato il “mettidischi”, era considerato meno dell’uomo delle pulizie(con tutto il rispetto) ma a me non interessava, mi piaceva l’idea di suonare i dischi, di mettermi in mostra. Nel 78 mi sono trasferito a Wuppertal, in Germania, dove la mattina facevo il carrozziere e il pomeriggio mettevo i dischi in un locale che si chiamava Two Thousand Club. Avevo fatto amicizia con il proprietario di origine polacca e mi proposi come DJ. Suonavo dalle 18 alle 22 e proponevo musica rock: Deep Purple, Led Zeppelin, Pink Floyd, Chicago. I locali tedeschi erano molto più all’avanguardia rispetto a quelli italiani, sia come impianto audio sia come struttura, come organizzazione. Verso la fine degli anni 70 sono tornato in Italia, ad Ancona, e dopo poco ho iniziato a lavorare al Rouge et Noir di Falconara. Sostituii il DJ residente, ora mio grande amico, Aurelio O’ Donnell (che sarebbe poi diventato il cantante dei Traks, quelli della cover degli anni 80 di Long Train Running). Mi piaceva la sua musica e la sua immagine. Aurelio assistette al mio provino e siccome sapevo che gli piaceva il funky e in particolare James Brown, iniziai il mio set con la versione live di Sex Machine dal disco Live at the Apollo. Sempre in quel periodo ricordo delle bellissime feste che organizzavo con gli amici nelle ville. Le trasformavamo in veri e propri club molto esclusivi, dove potevi partecipare solo se avevi l’invito. Un po’ come il Loft di David Mancuso.