Claudio Casalini

Difficile per chiunque condensare in poche righe il lavoro del DJ Claudio Casalini, uno che metteva i dischi e basta. Poiché stiamo parlando di uno che ha lavorato per quasi 50 anni in ogni reparto della catena riguardante la musica ed i dischi. Autore, compositore, editore, produttore discografico, rappresentante, dettagliante, grossista, importatore di dischi e poi, esportatore. Per lungo tempo giornalista musicale, per breve tempo fonico (per Umberto Bindi). Nato a Rovigo si trasferisce con la famiglia prima a Napoli e poi a Roma. Qui nella famosa per la “Dolce Vita” Via Veneto, mette per la prima volta i dischi. E’ il 1970. L’anno dopo si trasferisce a Londra per imparare l’inglese, ma nella “swinging town” impara il mestiere prevalente della sua esistenza. Torna in Italia, a Firenze nel luglio 1973. Inizia così la sua “professione di dee-jay” (prima paga giornaliera 6.000 lire), che ancor oggi svolge con passione. Nel 1974 arriva il successo, al prestigioso Jackie O’ di Roma, dove fa ballare per 5 anni ogni sera la gente più famosa del mondo. L’estate è invece in Costa Smeralda a Portorotondo, l’ombelico del mondo durante il mese di agosto. Tra serate in discoteca e feste private egli effettua in 46 anni oltre 8.500 dj-set, lavorando in oltre 400 locali italiani, ma anche in Francia, Inghilterra, Svizzera, Spagna, Grecia, Tunisia, Thailandia. Nel 1978 inizia il lavoro di importatore di vinili dagli USA. Nel 1979 apre il suo primo negozio di dischi che presto diventa la catena di record store “Best Record”. Con questo marchio nel 1982 fonda la prima l’etichetta indipendente di disco music in Italia. Il suo primo disco vende milioni di copie in tutto il mondo. Nel 1983 con altre due etichette di sua proprietà (S.P.Q.R. e JUMBO DISCO) iniziando ad esportare la nostra disco-music, che presto conquista il pianeta e viene meglio identificata come Italo-Disco. Con le sue label stampa circa 20 milioni di vinili, poi arriva il compact disc e con esso la crisi. fa il rappresentante di video-cassette. Anche il lavoro del dj sembra quasi finito. ma arriva la chiamata dal Pacha di Riccione e dal Paradiso di Rimini. E’ il 1990 e Casalini si inventa il mix all’italiana. Il successo come dj free lance va avanti per circa dieci anni. Poi con l’arrivo del terzo millennio bisogna cambiar pelle. E lui lo fa con disinvoltura, abbassando le proprie richieste, mettendosi a disposizione senza atteggiamenti da diva, senza arroganza.

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